Le nostre case con un tocco di verde diventano complete.

Sopratutto durante l’ inverno in cui non possiamo godere dei frutti della natura le piante d’ appartamento svolgono un ruolo fondamentale nel nostro living diventano elementi di arredo, valorizzano l’ambiente in cui viviamo, lo rendono piacevole, accogliente, perfino più elegante.

Lo rendono anche più sano, purificando l’aria che respiriamo.

Per questi motivi è importante sapere come comportarsi con le piante all’interno delle nostre case, Ankhé vi propone un elenco delle dieci più comuni  piante d’appartamento con tutto quello che bisogna sapere per averle sempre sane e rigogliose:


La Clivia

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La Clivia è una pianta sempreverde originaria dell’Africa meridionale. La specie più diffusa in Italia come pianta ornamentale è la Clivia miniata. È priva di fusto: le radici rizomatose producono rosette di foglie nastriformi, arcuate, coriacee, di colore verde scuro. I rizomi  col tempo tendono a svilupparsi occupando tutto lo spazio a disposizione nel vaso e a generarne di nuove, dando vita a densi cespugli che non superano i 40-50 cm di altezza. A fine inverno al centro della rosetta cresce un fusto carnoso sul cui apice spuntano fiori dai colori vivaci: a differenza delle altre specie, nella Clivia miniata sono più grandi, più aperti e rivolti verso l’alto, e sono di colore arancione brillante o, più raramente, giallo. Se le condizioni lo permettono, la fioritura può proseguire anche nei mesi successivi – aiuta somministrarle concime per piante da fiore. In primavera e in estate necessita di abbondanti quantità di acqua: il terriccio, composto di corteccia e sabbia, deve essere sempre umido, ma mai zuppo.

La Kentia

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Il genere Howea, noto più comunemente come Kentia, deve il nome all’Isola di Lord Howe, a est dell’Australia, di cui è originario. È composto solo da due specie: la Howea belmoreana e la Howea forsteriana, la più diffusa, più stretta e slanciata. Si tratta di piccole palme, splendide piante sempreverdi dal fusto corto e dalle fronde arcuate e coriacee, di colore verde inteso.
In natura raggiungono fino a 15 metri di altezza, mentre coltivate in vaso non superano i 3 metri; ma non preoccupatevi né illudetevi: la crescita è davvero molto lenta, non producono più di 1-2 foglie nuove l’anno. Richiedono comunque spazi non troppo ristetti, per svilupparsi al meglio, ma sono poco esigenti, sopravvivono anche in condizioni non ottimali: sopportano l’ombra e i periodi di siccità. Hanno bisogno di un terriccio torboso, soprattutto sabbioso e, quando giunge il momento di rinvasarle, il nuovo vaso deve essere più alto (attenzione: non più largo), perché le loro radici si sviluppano verso il basso, in profondità. Che fioriscano in interno è un caso più unico che raro.

Il Philodendro

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Il Philodendro è un genere di elegante pianta sempreverde comprendente decine di specie originarie dell’America meridionale, diffuse soprattutto in forma rampicante (da cui il nome, dal greco, ‘che ama gli alberi’): si caratterizzano per sottili fusti e foglie ovali o cuoriformi, lucide e dalla consistenza coriacea, talvolta dai bordi profondamenti incisi (come nel caso del Philodendron pertusum) e, nella maggioranza dei casi, molto grandi. A ogni nodo si sviluppano radici in grado di aggrapparsi a qualsiasi tipo di tutore, ma queste piante possono essere coltivate anche sospese, con portamento decombente. In vivaio sono reperibili specie a fusto eretto, come il Philodendron bipinnatifidum, ma raggiungono spesso dimensioni “scomode” per un’abitazione. I fiori possono comparire anche se la pianta è coltivata in vaso, simili alle calle (come Spatifillo e Anthurium, il Filodendro fa parte della famiglia delle Araceae). Non amano particolarmente i rinvasi e gradiscono l’umidità ambientale: il substrato (misto di torba e foglie) va mantenuto sempre umido, evitando di eccedere e, soprattutto d’estate, va vaporizzata dell’acqua sia sul fogliame che sull’eventuale tutore.

Il Ficus Benjamin

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Il Ficus Benjamina è una pianta originaria dell’Asia sudorientale e dell’Oceania. Assai apprezzata poiché decorativa e armoniosa, dal tronco grigio-beige, possiede molti rami flessibili e fini, e sviluppa radici aeree che servono per distribuire il peso della sua frondosa chioma. Le piccole foglie, ovate e appuntite all’estremità, sono di colore verde tenue e lucido. Talvolta produce piccoli frutti globosi di colore nero, detti siconi. In casa raggiunge massimo i 2-3 metri di altezza (contro i 30 dei luoghi in cui è endemico!) e quando è giovane si sviluppa piuttosto velocemente: il rinvaso non è un’opzione.
Per contenere la chioma occorre potarla ogni anno – meglio nel periodo invernale, quando la sostanza lattiginosa che fuoriesce dai tagli è in quantità minori – e perché cresca uniformemente occorre ruotarla ogni tanto, per esporla alla luce in maniera omogenea.
Il ficus sopporta bene le temperature fino ai 30°, ma teme il secco: l’acqua andrà somministrata di frequente, attenzione però al ristagno. Richiede un terriccio soffice, poroso e leggermente acido, misto di torba e foglie.

La Dracena

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La Dracaena, nome botanico della Dracena, è un arbusto sempreverde di media grandezza, originario delle zone caldo-umide di Africa e Asia, di cui esistono decine di specie diverse, alcune tra quelle più conosciute sono chiamate comunemente “tronchetto della felicità”. Ha un fusto liscio, eretto e poco ramificato, che in vaso non supera in genere i 120 cm. Le sue bellissime foglie, lunghe e strette, lisce e appuntite, sono riunite in ampi ciuffi agli apici dei rami; dal colore verde brillante, in alcune specie screziato ai lati di bianco o di giallo, sono l’elemento di maggior pregio della pianta: gli conferiscono un’elevata resa ornamentale, motivo per cui è necessario prendersene particolare cura, vaporizzandole spesso per non farle seccare e pulendole dalla polvere che vi si deposita. Diffusa in gran parte del mondo, la Dracena è molto utile come piante antismog, in grado di eliminare la formaldeide, una sostanza tossica presente nell’aria a causa delle sostanze chimiche contenute in arredi, colle e prodotti per la pulizia della casa e della persona. La Dracena è inoltre nota per adattarsi alle posizioni più “estreme” (perfetta sulle scale o nell’angolo fra i divani) e per sopportare periodi di penombra e siccità (si riprende rapidamente quando le viene data acqua). Gradisce un terriccio misto di torba e sabbia. Raramente fiorisce quando viene coltivata in appartamento, ma se succede, tra la primavera e l’estate, diffonde nell’aria un profumo intenso e gradevole.

La Dieffenbachia

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La Dieffenbachia è un arbusto sempreverde, esistente in una trentina di specie originarie del Sud America, di cui la più diffusa è la Dieffenbachia amoena. Si tratta di una pianta molto bella, ma velenosa, la cui linfa irritante è pericolosa a contatto con la bocca e con gli occhi: motivo per cui è consigliabile indossare i guanti nel prendersene cura. Ha un fusto robusto da cui si sviluppano grandi foglie carnose, ovali e appuntite, vistose e dalle sfumature molto particolari: ogni esemplare presenta diverse venature e screziature di bianco crema, giallo e verde chiaro. Fiorisce raramente coltivata in vaso, in compenso ha uno sviluppo pieno, ampio ma non eccessivo: raggiunge il metro e mezzo da terra producendo molto fogliame. Richiede un terriccio leggermente acido, misto di torba e foglie.

L’Anturio

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L’Anthurium spesso chiamato anche Anturio, è una tra le piante più coltivate in appartamento, originario del sud America e parente dello Spatifillo. È noto per l’infiorescenza composta da uno spadice bianco, verde o giallo, e per la grande spata dai colori sgargianti. La specie più comune è l’Anthurium andreanumla cui spata è di un bel rosso intenso, ma in vivaio se ne possono trovare molte altre varietà e colori: bianche, rosa, viola, arancio, crema… L’Anthurium ha dimensioni contenute, fra i 50 e i 60 cm di altezza, e ha una buona capacità di sopravvivenza, ma per avere fioriture prolungate un certo grado di cura in più e inevitabile: la stagione tipica è la fine della primavera e l’inizio dell’estate, ma con un sufficiente grado di umidità – anche del terreno – e un buon concime specifico per piante da fiore possono proseguire tutto l’anno. Esiste anche una specie molto apprezzata a prescindere dai fiori: l’Anthurium crystallinum ha foglie molto più decorative, ampie, vellutate, verdi con eleganti venature tra il bianco e l’argento.

Il Photos

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Lo Scindapsus, o Pothos è un genere comprendente 40 specie di piante sempreverdi rampicanti originarie dell’Asia sudorientale (Isole Salomone e India centrale).
Sono molto comuni nelle nostre abitazioni perché sono facili da coltivare, hanno una crescita rapida e una buona capacità di adattamento. Si tratta di liane dotate di radici aeree che in natura possono raggiungere i 5-6 metri di lunghezza, ma nella coltivazione domestica raramente superano i 2 metri. Possono avere un portamento decombente o rampicante: se si decide di farle sviluppare in altezza occorre inserire nel vaso un tutore, preferibilmente rivestito di muschio, al quale si aggrapperanno; al contrario, se disposte in un vaso sospeso, scenderanno elegantemente verso il basso. Nel nostro clima non fioriscono, ma rimangono comunque piante molto decorative: il fogliamo denso, rigoglioso e cuoriforme presenta varie gradazioni di verde, e molto spesso è screziato di giallo, crema o bianco. Hanno bisogno di ricevere molta acqua in tutte le stagioni, ma le radici tendono a marcire facilmente, motivo per cui bisogna prestare molta attenzione al ristagno. Richiedono un terriccio misto di torba e sabbia.

Lo Spatifillo

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Incantevole pianta rizomatosa sempreverde originaria dell’America tropicale, conosciuta come Spatiphyllum o più comunemente Spatifillo, possiede lunghe foglie di colore verde brillante, lucide, leggermente arcuate e appuntite. Nelle giuste condizioni ha una fioritura duratura e pressoché continua (al massimo rallentata durante l’inverno), costituita da spate bianche, cioè foglie “modificate” che proteggono gli spadici, sorta di spighe carnose color crema (che tendono al verde prima di appassire). Lo Spatifillo è noto per la crescita veloce – raggiunge in fretta l’altezza della maturità, che può andare da 60 cm a 1 metro – e per la sua resistenza in condizioni non ottimali – può sopportare periodi di ombra e penombra. Non deve tuttavia patire la sete: in natura cresce sugli argini di stagni e corsi d’acqua, e anche coltivato in vaso deve essere innaffiato regolarmente e spesso, tutto l’anno, in modo che la terra sia sempre umida (ma non pregna d’acqua!). Il terriccio deve essere ricco e soffice, leggermente acido: consigliabile un misto di torba e corteccia.

La Sanseveria

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La Sanseveria, o Sansevieria, è una pianta originaria dell’Africa tropicale e dell’India. Delle circa 60 specie esistenti, la più comune è la Sanseveria trifasciata. Deve la sua attrattiva alle foglie carnose e lucenti, di colore verde scuro, spesso punteggiate di verde chiaro e bordate di giallo: si sviluppano a densi cespi a partire dai rizomi (fusti sotterranei), a forma di rosetta (crescendo piuttosto lentamente e con dimensioni più contenute), o lanceolate, sottili e più lunghe, fino a 100-150 cm. Negli eccezionali casi in cui la Sanseveria fiorisce in appartamento, genera spighe non particolarmente ornamentali ma intensamente profumate. Si tratta di una pianta davvero poco esigente: non necessita di molta acqua, soprattutto nei mesi invernali; il concime (va bene quello per piante grasse) va somministrato una volta al mese e solo nel periodo vegetativo; e come terriccio è sufficiente un normale composto da vaso, ricco di sabbia e argilla. Ricevere molta luce le assicura una vita lunga e gradisce un clima secco, asciutto – non sono necessarie nebulizzazioni.